Guida per principianti allo Yoga Anatomy II

Dopo aver approfondito la parte prettamente anatomica del nostro corpo, identificando le articolazioni e i muscoli più spesso citati nello Yoga, ora ci addentriamo nel mondo del movimento.

Assi e piani anatomici del corpo umano (o piani di movimento)

Ci sono tre principali piani anatomici cardinali in cui avvengono i movimenti del corpo. Si tratta di una metodologia nata per codificarli e descriverli in maniera oggettiva.

PIANO SAGITTALE

Questo piano verticale attraversa il centro del corpo, dividendo la metà sinistra da quella destra. Il termine sagittale deriva dalla parola latina sagitta che significa freccia, quindi potrebbe essere utile avere in mente questa immagine: un arciere che alza un braccio in alto e indietro per estrarre una freccia dalla faretra, poi ritira il braccio per posizionare la freccia e infine la scocca in avanti.  Ecco, tutte queste azioni avvengono sul piano sagittale, così come la maggior parte dei movimenti del Saluto al Sole (Surya Namaskara).

PIANO FRONTALE

Questo piano verticale divide la parte anteriore da quella posteriore del corpo. Per identificare i movimenti che lo coinvolgono, pensa alla ruota che facevamo da bambini o a quando sventoliamo le braccia per farci notare da un’amica lontano da noi: ecco, lì ci stiamo muovendo sul piano frontale!

PIANO TRASVERSALE

Immagina un piano orizzontale (proprio come fosse il piano di un tavolo), che divide la metà superiore del corpo da quella inferiore. Le torsioni avvengono sul piano trasversale.

Movimenti

Flessione ed estensione

Avvengono sul piano sagittale. In maniera generica: quando avvicini due ossa l’una all’altra parliamo di flessione (pensa alle anche durante i piegamenti in avanti), mentre quando le allontani, di estensione (pensa sempre alle anche, ma durante il ponte).

Quando le articolazioni possono muoversi sia in avanti che indietro -come il collo, la colonna vertebrale, le spalle- si parla di flessione se il movimento è in avanti ed estensione se il movimento è all’indietro.

Adduzione e abduzione

Avvengono sul piano frontale. Adduzione è il movimento che porta un arto più vicino alla linea mediana del corpo (leggi: più vicina al corpo), mentre abduzione è il movimento che lo allontana.

Rotazione interna e rotazione esterna

Sentirai il termine “rotazione” spesso e volentieri in relazione ai movimenti delle anche. Quindi tieni presente che: la rotazione interna porta la parte anteriore delle cosce verso il centro (un esempio è Supta Virasana); la rotazione esterna invece la allontana, come nella posizione del loto o in Baddha Konasana.  È importantissimo che questi movimenti provengano dalle anche e non dalle ginocchia.

Un esempio di rotazione di spalle e braccia è invece Adho mukha svanasana (il famoso cane a testa in giù): qui vediamo una rotazione esterna dell’articolazione della spalla e una rotazione interna dell’articolazione gomito. In Gomukhasana invece abbiamo un braccio in rotazione esterna (quello in alto) e l’altro in rotazione interna (dietro alla schiena).